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Ivan Renzi, di Off Road in Tuscany, fra i volontari in prima linea per il salvataggio della piccola Sofia e della nonna.

Riportiamo l’articolo de La Nazione che ne fornisce notizia:

“Reggello (Firenze), 20 marzo 2016 – Per ore hanno seguito le impronte fragili lasciate dalle ruote delpasseggino spingendo il quale una nonna e la nipotina di 18 mesi si sono avventurate nel bosco di Reggello, tra le province di Firenze e Arezzo. Fino a quando hanno trovato la piccola, adesso in gravi condizioni, e poi la donna.

“È stato un miracolo”, continua a ripetere Ivan Renzi, 26 anni, uno dei volontari impegnati nelle ricerche. È lui che ha accompagnato carabinieri vigili del fuoco con un fuoristrada fino alla zona del ritrovamento. “Ma molto si deve alla tenacia del maresciallo dei carabinieri di Figline Valdarno, Nello Fasciolo. È lui che non ha voluto mai mollare. È un grande uomo”, racconta il giovane che ieri sera ha messo a disposizione se stesso e il suo fuoristrada per collaborare alle ricerche.

La svolta stamani verso le 5.30. “Il maresciallo mi ha chiamato e mi ha detto che c’erano delle tracce di ruote su un sentiero sopra Reggello, a Pontifogno. L’ho raggiunto con l’auto e insieme a lui e ai vigili del fuoco abbiamo percorso il sentiero in salita: il maresciallo lo ha fatto quasi tutto a piedi per seguire le tracce che però erano rare. La terra è secca e le impronte delle ruote c’erano solo vicino a qualche rigagnolo e di due piccoli corsi d’acqua che evidentemente la signora ha guadato spingendo la carrozzina”.

Traccia dopo traccia fino dove il sentiero in salita finisce, e con esso le impronte. “Non sapevamo che fare, io stavo per arrendermi, ma il maresciallo insisteva: ‘Da qualche parte deve essere andata’, diceva. E ci siamo messi carponi, per vedere se ci fosse qualche traccia, un po’ di terra smossa. Così ci siamo avventurati nel bosco, ancora in salita, fino a quando il maresciallo che era davanti ha urlato per richiamare la nostra attenzione. Aveva trovato la piccola. Più in basso c’era la nonna. Vicino c’era il passeggino. Devono essere cadute dopo essere entrate per almeno 500 metri nel bosco e scivolate nel canalone. Io sono tornato in auto fino a dove era possibile usare il cellulare e ho chiamato i soccorsi. Poi sono tornato su con un’altra auto e insieme, con la bambina, siamo scesi fino a dove c’era l’elicottero del 118. anche io ho avuto bisogno dei sanitari: il cuore non smetteva di battere”.”

(Fonte: La Nazione)

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